Vegetazione

La vegetazione è costituita da una pineta a Pinus nigra ssp. Calabrica, inquadrata nell’associazione Hypochoerido-Pinetum calabricae Bonin 1978 del Doronico – Fagion.

Si tratta di comunità legate all’abbondanza di substrati granitici e suoli acidi e sabbiosi, ricchi di scheletro, sui quali il pino, specie abbastanza frugale e xerofila, è avvantaggiato rispetto al faggio. Il corteggio floristico della pineta è caratterizzato da Hypochoeris laevigata, Teucrium siculum, Lathyrus gliciphyllos, Pteridium aquilinum.

Anche la porzione di pineta vetusta è di origine artificiale e dappertutto si rileva una rigogliosa rinnovazione di faggio che tende a formare uno strato continuo al di sotto delle cime dei pini secolari. Gran parte del sito è interessata da rimboschimenti recenti con scarsa copertura dello strato erbaceo.

Nella perimetrazione proposta è compresa anche una piccola porzione di vegetazione ripariale forestale ad ontano nero (Alnus glutinosa) e Populus nigra (pioppo nero). Le aree limitrofe sono interessate da coltivazioni e pascoli.

Sulla base della situazione riscontrata sul terreno emerge come la tipologia prevalente sia costituita dalla pineta pura di pino laricio (pinus laricio Poiret) che copre il 79% della superficie, mentre il faggi (Fagus silvatica L.) e il pioppo tremulo (Populus tremula L.) interessano appena il 7% dell’area. Una parte del sito è rappresentata da aree prive di copertura forestale, in parte soggette a pascolo in estate. Allo stato sporadico sono presenti anche piante di acero montano (Acer pseudoplantus L.) e di ciliegio (Prunus avium L).

Bosco di Pino Laricio

Questa tipologia boschiva costituisce l’elemento peculiare dell’area protetta tanto da poter essere considerato una delle aree protette più importanti in quanto racchiude il più significativo gruppo di alberi vetusti di pino laricio. Pur trattandosi di un bosco di superficie modesta (appena 5.16.60 ettari) al suo interno è possibile distinguere quattro differenti stadi evolutivi.

  • Pineta Vetusta

    Costituisce in assoluto l’elemento più caratteristico e importante non solo dell’area pSIC, ma anche dell’intera Sila.

    E’ costituito da un nucleo di 35 piante di pino laricio, con età comprese tra 350 e 400 anni, con diametro fino a 190 cm e altezze di oltre 43 m. Al di là delle dimensioni delle piante, questo sito assume grande importanza poiché su una superficie limitata si trova un numero elevato di piante di dimensioni eccezionali.

    La pineta svolgeva un’importante funzione di difesa delle abitazioni vicine e offriva riparo al bestiame, la sua origine è quindi presumibilmente antropica, mentre la sua conservazione nel tempo è certamente legata all’azione dell’uomo.

    Tutti i soggetti presentano caratteristiche di accentuata vetustà e alcune piante manifestano segni di evidente decadenza. Perciò c’è da aspettarsi che nel futuro qualcuno di questi alberi possa crollare sotto l’azione degli agenti atmosferici.

    All’interno della pineta vetusta si è affermato un leggero strato erbaceo con qualche pianta di rosa canina, mentre è assente il novellame di pino laricio e di altre specie.

  • Pineta Adulta

    Si tratta di un popolamento di circa 70/80 anni di età, adiacente al bosco vetusto.

    Occupa una superficie in leggero pendio con esposizione a nord, di limitata superficie.

    La densità è piuttosto omogenea e adeguata all’età del soprassuolo.

    Alcuni anni fa, a seguito di forti nevicate sono crollate numerose piante senza, però, provocare interruzioni della copertura del bosco. I fusti, slanciati e privi di evidenti malformazioni, presentano chioma contenuta, abbastanza regolare e raccolta piuttosto in alto. Lungo il fusto sono presenti monconi di rami secchi. Non ci sono evidenze di attacchi di patogeni in genere o di insetti.

    Il sottobosco è rappresentato da una vegetazione erbacea a prevalenza di graminacee che tendono a formare un tappeto sufficientemente continuo sul terreno. Sporadicamente sono presenti anche arbusti, soprattutto rosa selvatica e biancospino.

  • Pineta Giovane

    E’ un giovane popolamento di origine naturale di circa 30/35 anni di età, piuttosto denso nonostante alcuni anni fa abbia sofferto per danni da neve. Le piante schiantate sono state, però, prontamente sportate per evitare attacchi da insetti.

    Le piante rimaste presentano fusti generalmente slanciati, hanno la chioma molto contenuta e raccolta in alto. Sul fusto sono presenti molti rami secchi.

    La densità di popolamento impedisce l’insediamento e lì affermazione del sottobosco e determina un leggero accumulo di lettiera indecomposta al suolo.

  • Spessina

    Anche questa tipologia strutturale non è molto rappresentata all’interno del pSIC, ma rappresenta un esempio delle dinamiche che regolano l’insediamento della pineta su aree nude, di ampiezza limitata, provocate da eventi meteorici.

    Le piante hanno circa 20 anni di età, la densità è decisamente elevata e provoca forti fenomeni di concorrenza, testimonianti dalla presenza di piante filate, con chioma verde molto ridotta e limitata a pochi palchi nella parte terminale del fusto.

    Nonostante la concorrenza, la densità del soprassuolo rimane sempre elevata.

    All’interno di questi gruppi è assente ogni forma di sottobosco e si nota un leggero accumulo di lettiera indecomposta.

Bosco misto faggio – pioppo tremulo

Interessa una superficie molto modesta ed è frutto del crollo o dell’utilizzazione di alcune piante di pino laricio ( certamente di dimensioni ed età molto inferiori a quelle delle piante vetuste) con conseguente attenuazione del grado di copertura che ha favorito l’insediamento e l’affermazione del novellame di faggio. Questa specie ha trovato condizioni ottimali per cui presenta accrescimenti abbastanza sostenuti. Sul terreno smosso con le utilizzazioni, soprattutto nelle zone di margine, si è affermato anche il Pioppo tremulo.

Radure, Pascoli e Coltivi

Si tratta prevalentemente di zone destinate nel passato alle colture agrarie. Vengono coltivate saltuariamente e attualmente sono in una fase di riposo. Spesso sono destinate a pascolo durante l’estate. In alcuni casi, se la fase di abbandono si prolunga nel tempo, vengono colonizzate dal pino laricio.

Il nostro sito usa i cookie per poterti offrire una migliore esperienza di navigazione.
Clicca su "OK, ho capito" per chiudere questa informativa, oppure approfondisci cliccando su "Maggiori Informazioni".